Parrocchia di Cerea
comunità parrocchiale di cerea
San Zeno in Santa Maria Assunta
 
 
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Il pomeriggio del 14 novembre 2013, noi ragazzi di seconda media siamo andati a Verona, a visitare il palazzo dove abita il Vescovo Giuseppe Zenti, che il prossimo 6 aprile ci impartirà la Cresima. Nella visita al Vescovado ci ha fatto da guida don Roberto, che ci ha accolti in un cortile e ci ha spiegato che la costruzione risale al medioevo. Dal cortile abbiamo ammirato il porticato sostenuto da colonne, la torre duecentesca che in passato, al piano terra, fungeva da prigione (oggi è adibita a stanza per la pausa pranzo degli impiegati), le finestre in stile gotico-veneziano.

Siamo saliti al secondo piano della torre e siamo entrati in una stanza che un tempo era riservata agli ospiti importanti (vi soggiornava San Carlo Borromeo nelle sue visite a Verona) e che è stata trasformata in cappella. Qui il Vescovo viene a pregare ogni mattina alle 6, insieme con i suoi collaboratori e vi celebrano la Messa se non sono impegnati a celebrarla in giornata in altri luoghi: nelle parrocchie per la Cresima o per altre occasioni e ricorrenze. Abbiamo poi visitato il grande “salone dei Vescovi” nel quale abbiamo potuto ammirare le pareti affrescate con paesaggi. Una di noi ha osservato che in un affresco era nascosta una porta segreta. Don Roberto ci ha spiegato che era una via di fuga sull’Adige, in caso di pericolo: l’ha aperta e abbiamo potuto vedere i gradini della scala a chiocciola che scendono verso il fiume. Il particolare più importante di questa sala è una balaustrata dipinta lungo tutto il perimetro in alto, dalla quale ci guardano 111 Vescovi di Verona: dal primo, Euprepio, fino ad Agostino (amico di San Carlo Borromeo) vissuto nel 1500. L’affresco è molto significativo. Ci ricorda che i Vescovi, in una catena ininterrotta, chiamata successione apostolica, sono gli anelli che ci legano agli Apostoli e quindi a Cristo.

Siamo poi passati a visitare la Cattedrale, accompagnati da don Zeno. Ci ha spiegato che la Cattedrale è la madre di tutte le chiese, che cioè tutte le chiese delle parrocchie fanno capo a questa chiesa. Dentro il complesso della Cattedrale, c’è una chiesetta significativa perché vi si trova il Battistero. Qui ci siamo fermati per capire cosa ci può dire. Quando è stato costruito questo Battistero, non ce n’erano altri nelle chiese e solo il Vescovo dava il Battesimo in questo Battistero. Il fonte battesimale è profondo perché il Battesimo si dava agli adulti per immersione. Nella forma originaria chi riceveva il Battesimo si girava verso occidente, simbolo del buio, del male e rinunciava a satana. Poi si spogliava delle vesti, per significare che lasciava l’uomo vecchio ed entrava nel fonte battesimale. Un diacono immergeva il battezzando nell’acqua mettendogli una mano sulla testa. Questo per tre volte, chiedendogli prima: “Credi in Dio, Padre onnipotente?”, “Credi in Gesù Cristo?” , “Credi nello Spirito Santo?”. Poi usciva verso oriente, dove il sole sorge, simbolo di Gesù. Veniva rivestito di un abito bianco, segno della vita nuova che aveva ricevuto. Don Zeno ci ha spiegato che l’immersione avveniva tre volte perché crediamo in un Dio che è Trinità. Il numero 3 ci ricorda il terzo giorno, quello della risurrezione. Nel Battesimo riceviamo la vita di Gesù risorto il terzo giorno, la vita nuova divina.

Il Battistero ha forma ottagonale per ricordarci che Dio ha impiegato sette giorni a creare il mondo. Alla fine dei sette giorni si apre l’ottavo giorno che non avrà mai fine, il giorno della vita piena. Nel Battesimo riceviamo l’ottavo giorno che è la vita per sempre. Ciò che il nostro cuore desidera è la vita eterna e l’abbiamo ricevuta nel Battesimo. Grazie al Battesimo la morte non ci vincerà.

Nella visita alla Cattedrale ci siamo soffermati in una cripta sotto un altare, nella quale ci sono le tombe dei Vescovi di Verona e una reliquia di San Zeno (le sue corte vocali). All’entrata, in alto, c’e la scritta “Venite benedetti … l’avete fatto a me”. Su una lapide in marmo è scritto “Memoriale dei Vescovi che ci hanno trasmesso la fede” e vi sono incisi tutti i nomi dei Vescovi che si sono succeduti a Verona, con accanto l’anno di inizio e fine del loro episcopato, dal primo, Euprepio. San Zeno è l’ottavo Vescovo di Verona. Ognuno di loro ha fatto crescere la pianta del Vangelo. All’uscita della cripta, in alto, è scritto “Andate e battezzate … io sono con voi”.

Durante il viaggio di ritorno in pulman abbiamo raccolto le nostre impressioni su ciò che abbiamo visto ed ecco quello che “ci è piaciuto” :

Restauro dei dipinti (Anna)
Successione dei Vescovi (Mattia)
Salone dei Vescovi con balaustra (Luca, Davide, Claudia, Michael, Edoardo)
Palazzo dove abita il Vescovo; commento “interessante; abbiamo avuto la fortuna di vedere dove abita il nostro Vescovo” (Ilaria, Gabriele, Sofia, Beatrice, Alessandro)
Ritratti dei Vescovi veronesi (Noemi, Angelica)
La Cattedrale; commento: “grande e bella, maestosa” (Giacomo, Alessandro, Federico, Alessandro)
Tombe dei Vescovi; commento: “cripta luminosa, si sente la presenza dei Vescovi (Andrea, Giacomo, Sofia, Martina,Emily, Sofia)
Porta segreta nel salone dei Vescovi (Andrea, Niccolò)
Cappella dove il Vescovo prega tutte le mattine (Enrico, Sofia, Emma, Claudia, Edoardo)
Battistero grande di una volta (Sofia, Aurora, Rudy)
Tutto; commento : “molto interessante, mi è piaciuto tutto” (Alice, Giorgia, Carlo)
Reliquia con le corde vocali di San Zeno (Beatrice, Emily, Angelica, Riccardo, Carlotta)
Tutto il palazzo mi ispira (Emma)
Bei dipinti alle pareti e sui pavimenti (Aurora)
Cortile con tante cose antiche (Alessio)
Terrazza sul fiume (Sofia, Claudia)
Opere d’arte con belle prospettive (Alessandro)
Foto nello studio dove il Papa abbraccia il nostro Vescovo (Edoardo, Erika)
Fonte del Battistero; commento: “all’ottavo giorno il sole non tramonta mai e vi siamo immersi tutti noi battezzati “ (Pietro)

I ragazzi di Seconda Media