Parrocchia di Cerea
comunità parrocchiale di cerea
San Zeno in Santa Maria Assunta
 
 
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Adorazione Eucaristica

Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l'Eucaristia che deve essere « conservata... come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale» (Paolo VI, Mysterium fidei, n. 68).
L'adorazione eucaristica si può definire come il prolungamento e l'approfondimento della relazione con Cristo, che riceviamo nella S. Messa, dove Esso si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi; ci rende partecipi della sua vita divina in un'unione che trasforma e, mediante lo Spirito, ci apre la porta che conduce al Padre, come egli stesso disse a Filippo: « Chi ha visto me ha visto il Padre » (Gv 14,9).

L'Eucarestia è il Sacramento più prezioso e più grande in quanto non solo è 'strumento' di grazia, ma ne è anche 'l'Autore' delle grazie, perchè Gesù ne è presente in pienezza con il Suo corpo, sangue, anima e divinità, facendo memoria a tutto il popolo cristiano della Sua morte e resurrezione, cioè a quel mistero pasquale che fa da cardine a tutta la nostra fede: è la fonte, il centro e il culmine dell'attività spirituale e caritativa della Chiesa.

Attraverso l'adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione del Vangelo. Ogni persona che prega il Salvatore trascina dietro di sé il mondo intero e lo eleva a Dio. Coloro che s'incontrano con il Signore svolgono dunque un eminente servizio: essi presentano a Cristo tutti coloro che non lo conoscono o che sono lontani da lui, essi vegliano dinanzi a Lui, in loro nome.

Più volte si manifestano intenzioni di preghiera per le realtà della parrocchia, a seconda delle esigenze, e questo fa sì, che l'incontro con Cristo sia esteso anche a coloro che non sono presenti, diventando quindi un silenzioso ma fondamentale sostegno per tutta la comunità e le attività che si svolgono in essa. Non di rado nel Vangelo, Gesù si assenta dai propri discepoli per rimanere sul monte in comunione col Padre, perché proprio per Lui, con Lui e in Lui, svolge la Sua missione di Figlio.

Da questo, cogliamo che tutte le nostre attività e missioni parrocchiali necessitano non solo di un orientamento verso i fedeli, ma anzitutto devono riconoscere e ravvivare il proprio fine che è il servizio a Dio, al quale Lui ci ha chiamati.

Nella nostra comunità, nell'ultimo decennio, sono aumentate le possibilità di adorare e contemplare il Santissimo Sacramento esposto, in modi e tempi diversi assecondando le opportunità di tutti i fedeli che intendono sostare in contemplazione e in relazione con Cristo, avendo così modo di fare esperienza personale della Sua divina presenza.

Le forme di preghiera sono varie, personali o comunitarie, e vanno dal silenzio che favorisce l'ascolto, all'invocazione dello Spirito Santo; dalla meditazione personale o comunitaria della Parola della domenica successiva o dei salmi, alla richiesta di perdono; dalla preghiera spontanea di lode a quella di intercessione. Il tutto in alcune occasioni è accompagnato con canti d'adorazione che creano un clima di lode e di grazia.

Stare davanti a Gesù ci aiuta a ritrovare noi stessi, a riordinare i nostri pensieri e le preoccupazioni, a chiedere come vivere da credenti, cosa fare nella propria vita per riconoscere la volontà di Dio verso di noi e a ritrovare pace interiore in un atteggiamento di fiducia verso coLui che della pace ne è la fonte "Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore" (Gv 14,27) .

L'adorazione eucaristica si può fare ogni giorno anche davanti al tabernacolo chiuso.

  • I momenti di esposizione per l'adorazione eucaristica si svolgono tutti i giovedì dalle 16.00 alle 18.00
  • Tutti i sabati, prima della celebrazione serale, dalle 16.00 alle 18.25
  • Il venerdì sera, nella chiesa della Beata Vergine dalle 21.00 alle 22.00.
At 4, 1-12; Sal.117; Gv 21 1-14. ||| In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.